Adempimenti

Il CIN: come si richiede e dove va indicato

Ottobre 2026 Aggiornato a ottobre 2026 6 min di lettura
La targa con il codice identificativo nazionale esposta accanto alla porta dell'appartamento

In breve

  • La richiesta dura dieci minuti e il codice compare subito a schermo. È l'unico passaggio veloce di tutto il percorso.
  • Serve avere già il codice regionale: senza, la procedura non si chiude.
  • Dentro il modulo c'è un'autodichiarazione sulla sicurezza — estintori e rilevatori di gas e monossido. Vanno installati prima, non dopo.
  • I dati della struttura arrivano precompilati ma non sempre sono corretti: vanno letti riga per riga prima di confermare.

Sono Nicla Sinisi, seguo un numero selezionato di appartamenti in affitto breve a Milano.
Se stai valutando il tuo, parliamone.

Indice dell'articolo

Dopo settimane passate ad aspettare il codice regionale, questo passaggio sorprende: si fa da soli, in dieci minuti, e il codice compare a schermo mentre lo guardi.

Ma è veloce solo se ci arrivi preparato. Nel modulo ci sono due punti che fermano chi non li ha previsti, e uno dei due richiede di avere già in casa delle cose che forse non hai comprato.

Cosa serve prima di cominciare

Il codice regionale. Senza, la richiesta non parte. Se non è ancora arrivato, la mail che lo comunica è un passaggio a sé e non si scavalca.

Lo SPID del proprietario. L'accesso è personale e il codice si lega al suo codice fiscale: non è una pratica che qualcun altro può fare al posto suo, nemmeno volendo.

I dati catastali completi: categoria catastale, foglio, particella, subalterno. Stanno tutti nella visura, ed è il caso di averla aperta davanti, perché sono campi obbligatori.

Un indirizzo mail e un numero di telefono di riferimento per la struttura.

E qui il punto che blocca più persone: nel modulo c'è un'autodichiarazione sul possesso di estintori e di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio.

Non è una casella da spuntare distrattamente: è una dichiarazione che firmi, e l'obbligo di dotare l'immobile di quei dispositivi viene da una norma nazionale sulle locazioni brevi. Chi arriva qui senza averli in casa ha una sola strada lecita: fermarsi, comprarli, installarli e tornare.

Nella lista dell'allestimento l'estintore e il rilevatore combinato costano insieme intorno agli ottanta euro. È la voce più economica di tutte, e blocca la pratica più veloce di tutte.

La richiesta, passo per passo

Si accede alla banca dati nazionale del Ministero del Turismo con SPID o CIE.

La struttura compare già nell'elenco, legata al codice fiscale del proprietario: non serve cercarla né digitare il codice regionale a mano. E compare subito — nel caso che ho seguito era già visibile appena ricevuta la mail con i codici regionali, senza nessuna attesa in mezzo.

Qui però serve leggere, non cliccare. I dati arrivano precompilati dal sistema regionale, e non sempre sono giusti. Vanno controllati riga per riga: indirizzo, subalterno, denominazione, tipologia. Se qualcosa non torna, va chiesta la correzione prima di proseguire — un dato sbagliato qui te lo porti dietro su tutti gli adempimenti successivi, e sistemarlo dopo costa molto più che segnalarlo adesso.

Poi si integrano i campi mancanti: dati catastali, contatti, e l'autodichiarazione sulla sicurezza.

Infine si clicca per ottenere il codice, e il codice compare subito a schermo. Non arriva per mail, non c'è un'attesa, non c'è una conferma da aspettare. Copialo e conservalo insieme al codice regionale e al codice struttura.

Un codice per ogni appartamento

Il codice nazionale è dell'unità immobiliare, non della persona e non dell'edificio.

Due appartamenti nello stesso stabile hanno due codici distinti, e la richiesta va fatta due volte. È una cosa che conviene sapere prima, perché chi ha più unità tende a dare per scontato il contrario.

E come il codice regionale, resta intestato all'immobile: se cambi gestore, o decidi di gestirlo da solo, il codice non si sposta.

Dove va esposto, e come

Il codice ha due destinazioni obbligatorie, e sono due obblighi separati.

All'esterno dell'immobile. Negli appartamenti che seguo lo esponiamo in due punti: sul citofono e accanto alla porta di casa. Per la porta uso una targa in plexiglass con il codice inciso — si ordina online, costa una quindicina di euro e arriva in pochi giorni. Non serve niente di più elaborato: serve che sia leggibile e che stia lì.

Nell'annuncio. Su Airbnb c'è un campo dedicato durante la creazione dell'annuncio: si inserisce lì e il codice compare poi automaticamente nella descrizione dell'appartamento, senza doverlo scrivere a mano nel testo.

L'obbligo vale per ogni annuncio, ovunque pubblicato: se usi più portali, va messo su tutti.

Cosa si rischia

Il quadro sanzionatorio distingue situazioni diverse, e vale la pena saperlo perché non si escludono a vicenda.

ViolazioneSanzione
Mancato ottenimento del codiceda 800 a 8.000 €
Mancata esposizione all'esternoda 500 a 5.000 €
Mancata indicazione negli annuncida 500 a 5.000 €
Assenza dei dispositivi di sicurezzada 600 a 6.000 €

C'è poi una conseguenza pratica che arriva ben prima di qualsiasi verbale: gli annunci privi del codice vengono rimossi dalle piattaforme. Non è una sanzione, è il calendario che si chiude da solo.

Dove sta, nel percorso

Se stai seguendo tutti i passaggi per aprire, questo è il penultimo blocco. Dopo restano i due portali — flussi turistici regionali e imposta di soggiorno — e poi si pubblica.

È anche il momento giusto per fare una cosa che nessuno ti chiede: raccogliere in un unico posto il codice regionale, il codice struttura, il codice nazionale, le credenziali della Questura e i dati catastali. Serviranno tutti, più volte, nei mesi successivi, e andarli a ricercare ogni volta in cinque mail diverse è il modo più sicuro per sbagliarne uno.

Domande frequenti

Quanto ci vuole a ottenere il CIN?

La richiesta richiede una decina di minuti e il codice viene generato subito a schermo. Il tempo vero sta prima: serve il codice regionale, i dati catastali e i dispositivi di sicurezza già installati.

Posso richiedere il CIN senza avere il CIR?

No. Il codice regionale è il presupposto della richiesta: senza, la procedura non si completa.

Serve un codice per ogni appartamento?

Sì. Il codice è attribuito alla singola unità immobiliare: due appartamenti, anche nello stesso stabile, hanno due codici distinti.

Dove va esposto?

All'esterno dell'immobile e in ogni annuncio pubblicato, su qualsiasi portale. Sono due obblighi distinti, con sanzioni distinte.

I dati che vedo nel portale sono sbagliati, cosa faccio?

Vanno segnalati e corretti prima di completare la richiesta. Un dato errato si ripercuote su tutti gli adempimenti successivi.

Fonti ufficiali

Nicla Sinisi, property manager a Milano
Nicla Sinisi

Property manager a Milano, seguo personalmente un numero selezionato di appartamenti in affitto breve, dall'annuncio agli adempimenti. Chi sono

Se stai valutando

Seguo un numero selezionato di appartamenti a Milano e accompagno i proprietari lungo tutto il percorso autorizzativo, comprese le pratiche che devono restare intestate a loro.

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